L’ingegno al lavoro: il primato umano nell’era dell’AI

Il 4 marzo abbiamo preso parte all’evento “Risorse Umane & Non Umane” organizzato da Este a Bologna, contribuendo al dialogo della comunità HR italiana su innovazione e people development. L’incontro ha esplorato il tema dell’ingegno al lavoro e il rapporto tra essere umano e AI.

Mentre l’intelligenza artificiale evolve rapidamente, la vera forza competitiva resta l’intelligenza collettiva: la capacità di collaborare, condividere conoscenze e generare soluzioni creative che vanno oltre la somma delle singole competenze. Questa capacità distintiva si esprime concretamente nella competizione di mercato attraverso l’organizzazione adattiva, un ecosistema dinamico che:

Questo avviene entro processi di produzione flessibili e in trasformazione, centrati sul valore per il cliente.

Questo scenario competitivo assegna alla funzione HR un ruolo primario nel favorire inclusione, crescita e leadership diffusa. Non si tratta solo di agevolare l’inserimento di nuovi talenti, ma di creare percorsi e relazioni di sviluppo che stimolino motivazione e appartenenza, generando risposte realistiche e comprensibili alle domande di senso:

“Perché lavoro qui? Per cosa investo oggi le mie energie personali?”

Non solo in riferimento a un’etica rispettosa del lavoro umano, ma anche perché l’alternativa è la perdita di qualsiasi vantaggio competitivo, in tempi sempre più brevi.

L’intelligenza collettiva si costruisce attraverso processi di mentoring e coaching interni, dove i/le leader aziendali (in linea gerarchica ma anche funzionale, specialistica, culturale) diventano punti di riferimento per la crescita – non solo professionale – delle nuove generazioni di talento.

Il job hopping non si contrasta tanto con la corsa al benefit, quanto con opportunità reali di apprendimento continuo, reskilling e upskilling. Costruire una cultura aziendale che valorizza il saper-fare interno, stimolandone però la condivisione e l’evoluzione continua, è forse l’investimento strategico più remunerativo per ogni impresa davvero rivolta al futuro.

E nel futuro (cioè domattina), quali attività formative hanno e costruiscono senso?

Il team Perspective, dopo l’evento, ne ha approfondito gli spunti individuando alcune aree di lavoro:

  1. Programmi di coaching ibrido, che uniscono interazione personale e piattaforme digitali, per una relazione di supporto alle persone multicanale, sempre disponibile e del tutto personalizzata.
  2. Training esperienziale in VR (Realtà Virtuale) basato su scenari di simulazione, per sviluppare soft skill critiche come leadership, negoziazione e problem-solving in situazioni sfidanti ma protette.
  3. Percorsi di cross-training mirati, che superano la semplice rotazione delle mansioni per creare profili versatili, capaci di dare forma all’evoluzione aziendale.

Tutto questo rinnova e consolida il nostro approccio tailormade, il nostro impegno per realizzare percorsi formativi su misura, interpretando da prospettive diverse le specifiche esigenze di ogni realtà che incontriamo. Il futuro della formazione HR è già qui: oggi, con scelte piccole e grandi, è il momento di renderlo più intelligente e più umano.